Investire oggi in energia non significa semplicemente installare un impianto fotovoltaico.
Per un’impresa agricola o agroindustriale significa ripensare i costi energetici, la sostenibilità del modello produttivo e la solidità degli asset immobiliari, integrando le scelte tecniche con quelle economiche e strategiche.
Il PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 4 “Facility Parco Agrisolare”, di prossima attivazione tramite Avvisi pubblici del GSE, rappresenta una delle opportunità più rilevanti degli ultimi anni per chi opera nel settore primario e nella trasformazione agroalimentare.
Con una dotazione complessiva pari a 789 milioni di euro a fondo perduto, la misura è potente, ma tutt’altro che semplice. Ed è proprio qui che nasce il vero discrimine tra chi riesce a trasformare il contributo in un vantaggio competitivo e chi rischia di affrontare un investimento poco coerente o, peggio, non ammissibile.
Cos’è Facility Parco Agrisolare 2026 e cosa finanzia davvero
La misura, disciplinata dal Decreto MASAF del 17 dicembre 2025 e dal DM n. 211444 del 19 aprile 2023 e successive modifiche, sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori:
- agricolo e zootecnico;
- agroindustriale;
- trasformazione dei prodotti agricoli;
- trasformazione da prodotti agricoli a non agricoli.
Accanto al fotovoltaico, il bando incentiva una vera e propria riqualificazione strutturale ed energetica degli edifici produttivi, includendo interventi quali:
- rimozione e smaltimento dell’amianto;
- rifacimento e coibentazione delle coperture;
- realizzazione di sistemi di aerazione e tetti ventilati;
- installazione di sistemi di accumulo;
- infrastrutture di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e le macchine agricole.
Il tutto nel rispetto del principio DNSH – Do No Significant Harm, che non è un adempimento formale, ma una condizione sostanziale di ammissibilità.
Tipologia di impianti fotovoltaici ammissibili e modalità di installazione
Nel contesto del Bando Agrisolare – Investimento 4, sono agevolabili impianti fotovoltaici di nuova costruzione installati su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, in coerenza con le finalità della misura e con l’obiettivo di efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente.
Gli interventi possono interessare:
- tetti e coperture di fabbricati agricoli e rurali, inclusi magazzini, depositi e strutture di servizio;
- edifici zootecnici e strutture produttive agroindustriali;
- fabbricati destinati alla trasformazione dei prodotti agricoli, anche nel caso di trasformazione in prodotti non agricoli;
- coperture appartenenti allo stesso fabbricato o complesso produttivo, anche diverse da quelle eventualmente oggetto di bonifica.
Gli impianti devono essere realizzati con componenti di nuova costruzione e risultare funzionali alle esigenze energetiche dell’attività produttiva. Possono inoltre essere integrati con interventi di riqualificazione delle coperture, quali rimozione dell’amianto, isolamento termico, aerazione e installazione di sistemi di accumulo e dispositivi per la mobilità elettrica.
Questa impostazione consente alle imprese di valorizzare strutture già esistenti, migliorandone sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità economica nel tempo.
Chi può accedere al bando Agrisolare
Possono presentare domanda:
- imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
- imprese agroindustriali;
- cooperative agricole e loro consorzi;
- soggetti aggregati (ATI, RTI, reti d’impresa, Comunità Energetiche Rinnovabili – CER).
L’accesso alle agevolazioni non dipende solo dalla forma giuridica, ma soprattutto dalla corretta classificazione dell’attività svolta:
- produzione agricola primaria;
- trasformazione di prodotti agricoli;
- trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.
Questa distinzione incide direttamente su:
- regime di aiuto applicabile;
- vincoli di autoconsumo;
- percentuali di contributo;
- dimensionamento dell’impianto e sostenibilità economica dell’investimento.
Le quattro linee di finanziamento: una scelta strategica, non burocratica
Il bando è articolato in quattro grandi linee di intervento:
- Produzione agricola primaria con vincolo di autoconsumo – 473 milioni €
- Produzione agricola primaria senza vincolo di autoconsumo – 140 milioni €
- Trasformazione di prodotti agricoli – 150 milioni €
- Trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli – 10 milioni €
Le imprese agricole di produzione primaria devono scegliere una sola linea tra quella con vincolo e quella senza vincolo.
La scelta non è neutra: cambia la logica energetica del progetto, la possibilità di gestione dell’energia prodotta e la sostenibilità economica dell’investimento nel medio-lungo periodo.
Intensità di aiuto e zone assistite ex art. 107.3.a TFUE
Uno degli elementi più rilevanti del Bando Agrisolare – Investimento 4 riguarda le percentuali di contributo a fondo perduto:
- fino all’80% delle spese ammissibili per:
- produzione agricola primaria con vincolo di autoconsumo;
- trasformazione di prodotti agricoli;
- intensità base del 30%, maggiorabile, per:
- trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli;
- produzione agricola primaria senza vincolo di autoconsumo.
In questi casi si applicano le maggiorazioni previste dal Regolamento UE 651/2014 (GBER):
- +20% per piccole imprese;
- +10% per medie imprese;
- +15% per investimenti localizzati in zone assistite ex art. 107.3.a TFUE.
Zone assistite ex art. 107.3.a TFUE in Italia
Rientrano integralmente in questa categoria le Regioni:
- Abruzzo
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Molise
- Puglia
- Sardegna
- Sicilia
Per una piccola impresa localizzata in Sicilia, l’intensità di aiuto può arrivare fino al 65% a fondo perduto. Un elemento spesso sottovalutato, ma decisivo per valutare la reale convenienza dell’investimento.
Spese ammissibili, massimali e vincoli da conoscere prima di investire
Tra i principali massimali previsti dalla misura:
- 1.500 €/kWp per impianti fotovoltaici;
- 1.000 €/kWh per sistemi di accumulo (fino a 100.000 €);
- 700 €/kWp per rimozione amianto e rifacimento coperture;
- fino a 30.000 € per dispositivi di ricarica elettrica.
Sono ammessi esclusivamente:
- impianti di nuova costruzione;
- spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda;
- progetti conclusi entro 18 mesi dalla concessione.
Il mancato rispetto di questi vincoli è una delle principali cause di riduzione o revoca del contributo.
Conviene davvero partecipare al bando Agrisolare?
La risposta corretta è: dipende dal progetto.
Conviene quando:
- l’impianto è dimensionato sui reali fabbisogni energetici;
- il regime di aiuto è correttamente individuato;
- l’investimento è coerente con la strategia aziendale.
Conviene meno quando il progetto nasce solo per intercettare il contributo, senza una reale analisi tecnica, economica e normativa.
Il valore del team multidisciplinare di MAD Management Advisor
È qui che entra in gioco MAD Management Advisor Srl – PMI Innovativa.
Il nostro approccio non si limita alla compilazione della domanda, ma parte molto prima, con un’analisi strategica completa. Il team MAD è composto da:
- progettisti specializzati;
- ingegneri ed EGE (Esperti in Gestione dell’Energia);
- agronomi, per la corretta coerenza con le attività agricole;
- commercialisti, per gli impatti fiscali e contabili;
- esperti PNRR e aiuti di Stato, per l’inquadramento normativo;
- business advisor, per valutare sostenibilità e ritorno dell’investimento.
Questa integrazione di competenze consente di:
- scegliere la linea di finanziamento più vantaggiosa;
- ridurre il rischio di esclusione in istruttoria GSE;
- prevenire criticità in fase di rendicontazione e controllo;
- supportare l’imprenditore anche quando non conviene accedere al bando.
Agrisolare Investimento 4: un’opportunità reale solo se governata con metodo
Il Bando Parco Agrisolare 2026 – Investimento 4 non è un semplice incentivo, ma uno strumento complesso che richiede scelte consapevoli e progettazione rigorosa.
MAD Management Advisor affianca le imprese agricole e agroindustriali per trasformare una misura PNRR in un investimento solido, sostenibile e difendibile nel tempo.
Il contributo è un mezzo, non il fine. La strategia viene prima.