Cos’è
Lo Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti nel Settore Idrico (SFNIISSI) costituisce l’asse portante della Missione 2, Componente 4 del PNRR (Investimento 4.5). Finanziato dal fondo NextGenerationEU, il regime opera sotto la direzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) in qualità di Amministrazione Titolare e si avvale di Invitalia S.p.A. come Implementing Partner.
In termini di operatività finanziaria, lo SFNIISSI nasce per colmare strutturalmente il funding gap che caratterizza le grandi infrastrutture idriche. Si richiama l’attenzione sulla funzione dello strumento non solo come erogatore di sovvenzioni, ma come leva per la bancabilità dei progetti: ai sensi dell’Art. 8.1.o, il contributo è essenziale laddove, in sua assenza, l’investimento non rispetterebbe i limiti tariffari massimi imposti dall’Autorità (ARERA). Strategicamente, lo strumento incentiva la razionalizzazione del settore attraverso un esplicito meccanismo di ricompensa volto a favorire l’aggregazione dei fornitori di servizi, garantendo al contempo la resilienza del sistema idrico nazionale dinanzi alle sfide climatiche.
L’intervento mira a trasformare la gestione della risorsa idrica da un approccio emergenziale a uno strutturale.
Le finalità prevalenti (Art. 5) sono così sintetizzate:
- Efficientamento e Sicurezza: Ottimizzazione dell’uso della risorsa idrica, adeguamento strutturale e incremento della resilienza delle infrastrutture esistenti.
- Riduzione delle perdite: Contrazione drastica delle dispersioni nelle reti idriche mediante massicci processi di digitalizzazione e monitoraggio tecnologico.
- Bancabilità dei progetti: Lo strumento interviene per colmare il deficit di finanziamento e il divario di redditività dei progetti, rendendoli idonei al finanziamento bancario nel quadro della Deliberazione ARERA 639/2023/R/idr e del Metodo Tariffario Idrico (MTI-4).
- Aggregazione dei Gestori: È previsto un meccanismo di ricompensa volto a incentivare la razionalizzazione e l’aggregazione dei fornitori di servizi idrici, superando la frammentazione gestionale.
A chi si rivolge
L’accesso alla misura è rigorosamente disciplinato dall’Art. 4, che individua le seguenti categorie di Proponenti:
- Gestori del Servizio Idrico Integrato (SII): Imprese regolarmente accreditate presso l’anagrafica operatori di ARERA.
- Enti Pubblici Non Economici: Ammissibili esclusivamente per la Linea di Intervento 2, a condizione che garantiscano un cronoprogramma vincolante per l’affidamento dell’infrastruttura, la sua messa in esercizio e la gestione.
Requisiti vincolanti:
- Iscrizione al Registro delle Imprese e regolarità contributiva (DURC).
- Possesso di regolare concessione di derivazione idrica (o istanza di rinnovo formalmente riconosciuta).
- Assenza di cause ostative antimafia ai sensi del D.Lgs. 159/2011.
- Copertura Assicurativa: Obbligo di stipula di contratti assicurativi per danni, conformemente all’articolo 1, co. 101, della Legge 213/2023.
Cosa prevede
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a un miliardo di euro, con vincoli precisi per il riequilibrio territoriale:
Dotazione Totale – € 1.000.000.000 – Include oneri di gestione Strumen
Riserva Mezzogiorno – Almeno 40% – Destinata a: AB, BA, CL, CM, MO, PU, SA,
Limite Linea Intervento 2 – € 300.000.000 – Interventi Allegato IV DL 77/2021 (inclusioneri gestione)
Linea Intervento 1 – Risorse Residue – Interventi PNIISSI (DPCM 17/10/2024)
La riserva del 40% per il Sud agisce come correttivo strutturale obbligatorio per l’omogeneizzazione della qualità del servizio idrico nazionale, riducendo il gap infrastrutturale storico.