Opportunità

Accollo Tributario

Accollo Tributario (momentaneamente non disponibile)

A seguito della introduzione del codice del contribuente è stata disciplinata la possibilità di ricorrere all’accollo del debito tributario da parte di un terzo soggetto.

Il corretto utilizzo di tale istituto rappresenta uno strumento innovativo per una accorta gestione dei costi d’impresa capace di abbattere mediamente del 20% il costo dei tributi con conseguente creazione di importanti provviste di auto liquidità aziendale.

Venendo ad una sommaria analisi giuridica, l’accollo, ai sensi dell’articolo 1273 del codice civile, è l’accordo tra un debitore e un terzo, in forza del quale quest’ultimo assume il debito che il primo ha nei confronti del creditore, il quale rimane estraneo rispetto alla convenzione di accollo (accollo Interno); per effetto dell’accollo, dunque, l’accollante è obbligato verso l’accollato a procurargli la liberazione, cioè a tenerlo indenne dal debito. L’articolo 1273 del codice civile prevede che “Se il debitore e un terzo convengono che questi assuma il debito dell’altro, il creditore può aderire alla convenzione, rendendo irrevocabile la stipulazione a suo favore.

L’adesione del creditore importa liberazione del debitore originario solo se ciò costituisce condizione espressa della stipulazione o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo. Se non vi è liberazione del debitore, questi rimane obbligato in solido col terzo. In ogni caso il terzo è obbligato verso il creditore che ha aderito alla stipulazione nei limiti in cui ha assunto il debito, e può opporre al creditore le eccezioni fondate sul contratto in base al quale l’assunzione è avvenuta”. Lo Statuto del Contribuente riconosce espressamente la legittimità dell’accollo in ambito tributario. L’articolo 8 co. 2 prevede che “È ammesso l’accollo del debito d’imposta altrui senza liberazione del contribuente originario”. In concreto il primo debitore continuerà a rispondere unitamente all’accollante, configurandosi una responsabilità cumulativa dei due debitori con la conseguenza che non potrà mai verificarsi una liberazione convenzionale del debitore originario. La Corte di Cassazione chiamata a rispondere sul tema ha più volte riconosciuto la legittimità dell’accollo del debito tributario (cfr Cass. civ. 28/03/1995, n. 3608). In tale contesto normativo si inserisce la proposta di un soggetto giuridico titolare di crediti fiscali il quale si fa carico del debito tributario di un altro contribuente e procede al pagamento, al posto di questi, del suo modello F24 utilizzando, tuttavia, in compensazione i propri crediti fiscali verso lo Stato e richiedendo al contribuente principale il rimborso parziale di quanto pagato. Tale meccanismo nasce dall’esigenza, per le società che vantano crediti particolarmente consistenti nei confronti dell’erario, di monetizzare immediatamente, seppur parzialmente il proprio credito. Dall’altro lato, il contribuente che sfrutta tale opportunità riesce a risparmiare mediamente il 20% delle tasse che avrebbe dovuto pagare con F24 a seconda di una serie di valutazioni legate all’esito della due diligence che il soggetto portatore del credito eseguirà prima della stipula della contratto di accollo. Raggiunto l’accordo circa l’entità del rimborso parziale (generalmente il 20%) del costo portato dall’ F24, il titolare del credito, che normalmente ha la forma giuridica del fondo di investimento, di holding finanziaria, ovvero di consortile di partecipazione, individua lo specifico accollante, solitamente una società e certifica mediante una società di revisione o una fondazione la certezza e l’esigibilità del credito che unitamente al contratto sottoscritto tra le parti viene notificato all’erario per consentire la compensazione.

Talché il modello F24 presente sul cassetto fiscale del contribuente, nei tempi consueti, apparirà pagato per compensazione e solo allora, estinto il debito tributario portato dal modello, l’accollato pagherà all’accollante quanto pattuito. I vantaggi di ricorrere ad un simile istituto sono facilmente intuibili e molteplici. Ovviamente il risparmio ottenuto (mediamente il 20%) si configura come una sopravvenienza attiva e sarà soggetta a tassazione. Ogni operazione, tuttavia, merita un apprendimento specifico e un concreto studio del rapporto costi – benefici.

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