E’ online la nuova call sui Progetti di cooperazione europea. La scadenza è l’11 dicembre 2018 alle ore 12.

Il bando sui progetti di cooperazione è una delle più importanti opportunità di finanziamento per il settore culturale e creativo ed è aperto a tutti gli enti pubblici e privati che vogliono muoversi oltre i confini. Muoversi oltre i confini vuol dire, per esempio, trovare altre opportunità di lavoro, promuovere e far circolare nuove idee/opere artisti, raggiungere nuovi mercati, nuovi pubblici; vuol dire anche uscire dalla solitudine dei limiti geografici e mentali per trovare l’ispirazione e confrontarsi.

Quando parliamo di mobilità, parliamo della prima priorità del bando. La versione del bando 2019 parte come sempre da qui, ma le priorità assumono altre sfumature e risentono dell’influenza delle politiche culturali, ossia la legacy dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e l’integrazione dei migranti e dei rifugiati.
Nel nuovo bando, quindi, la diversità culturale passa anche attraverso il senso di appartenenza a un patrimonio che deve essere condiviso e trasmesso alle nuove generazioni, per esempio, e anche attraverso la tolleranza e il rispetto di altre culture. In entrambi i casi l’inclusione sociale è il fine ultimo a cui devono ambire i progetti in relazione a queste due nuove priorità.

La narrativa delle priorità dei progetti di cooperazione assume altri colori e oltre a quelle che conosciamo se ne aggiungono altre due.
Per i progetti della call 2019 potrete infatti scegliere al massimo 3 delle seguenti priorità.

Di seguito quelle che conosciamo da tempo:

A) Mobilità transnazionale di opere culturali e creative, di artisti e/o operatori culturali e creativi al fine di promuovere il dialogo interculturale, la comprensione della diversità culturale e l’inclusione sociale.

B) Audience development (AD), ovvero sopprimere la lontananza tra le persone e la cultura: il pubblico non deve essere più concepito come uno spettatore passivo, ma come creatore di contenuti.

C) Capacity building, ovvero aiutare gli operatori culturali a sviluppare le loro competenze e internazionalizzare le loro carriere, sia per facilitare l’accesso alle opportunità professionali, che per creare le condizioni per la circolazione transnazionale di opere culturali e creative e il networking.

Per fare capacity building le linee guida della call indicano 3 modi, che vanno a costituire 3 specifiche priorità:

C1) Digitalizzazione: il digitale sta avendo un impatto enorme sulla produzione e sulla distribuzione della Cultura e offre incredibili opportunità al settore culturale e creativo. I progetti che contemplano questa priorità devono andare oltre la mera digitalizzazione dei contenuti e prevedere una strategia analitica e innovativa.

C2) Creazione di nuovi modelli di business culturale.

C3) Istruzione e formazione, ossia ampliamento di competenze culturali e/o artistiche.

Di seguito le priorità che si sono aggiunte quest’anno:

D) Dialogo interculturale e integrazione sociale dei migranti e dei rifugiati al fine di promuovere la comprensione reciproca e il rispetto delle altre culture.

E) Legacy dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 per rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo e per promuovere il patrimonio culturale come fonte di ispirazione per la creazione contemporanea e l’innovazione.

Contattaci per avere maggiori informazioni. Saremo ben lieti di offrirti un caffè!

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